Le borse dell’Olimpo

Mercurio e Perseo: icone mitologiche delle borse

Oggi vogliamo raccontarvi le storie di due divinità greche alle quali si associa la borsa come simbolo: Mercurio e Perseo.

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La storia della borsa ha origini lontane: i primitivi la creavano con pelli di animale per utilizzarla per trasportare armi e utensili. Nel medioevo, con l’introduzionedella moneta e il proliferare del commercio, nacquero poi i primi modelli di borsa che conosciamo tutt’oggi.

Mercurio e il suo borsello

Figura che incarna il movimento per eccellenza, Mercurio è il messaggero degli dei nel mondo terreno ed è anche colui che accompagna i mortali negli Inferi di Ade. I ruoli di Mercurio (Hermes per la mitologia greca) sono in realtà molteplici: è il dio dei viaggiatori, dei pastori, dei commercianti e dei ladri.

I simboli di queste caratteristiche si ritrovano nel suo abbigliamento: mantello, stivaletti, elmetto e, in quanto dio del commercio nell’accezione romana, anche il borsello di pelle, chiuso con un cordoncino o un anello e attaccato alla cintura.

Accessorio solitamente tenuto nascosto dai mortali, nelle raffigurazioni di Mercurio il borsello viene invece mostrato senza pudore, come simbolo di generosità divina.

Mercurio pare essere la prima figura nella storia dell’arte a mostrare questo accessorio.

Perseo e la sua sacca

Nell’Olimpo troviamo un altro personaggio della mitologia greca per il quale la borsa riveste un ruolo fondamentale. È il caso di Perseo, semidio, figlio di Zeus e della mortale Danae, corteggiata da Polidette, sovrano dell’isola di Zefiro sulla quale madre e figlio vennero esiliati. In cambio della libertà della madre, Perseo accettò di procurare al tiranno la testa di Medusa, un mostro della mitologia greca che tramutava in pietra chiunque incrociasse il suo sguardo.

Ed è proprio nell’equipaggiamento per la missione del semidio che troviamo una borsa, o per meglio dire una sacca, kibisis in greco, dentro la quale ripose la testa mozzata di Medusa. La mitologia narra che, durante il viaggio di ritorno, Perseo estrasse varie volte dalla sua sacca la testa di Medusa, per pietrificare mortalmente i nemici incontrati sul cammino.

Forse il mito greco è la storia più antica che ancora oggi racconta alla perfezione la vita e l’essenza della borsa contemporanea. Un accessorio da ostentare che racchiude all’interno qualcosa da proteggere, un oggetto visibile al suo esterno, ma dal contenuto segreto, dentro il quale le buone maniere dicono di non guardare.

Un detto dice che guadare nella borsa altrui è come leggere un diario segreto, la storia di Perseo ci regala un’altra accezione: rovistare nella borsa di qualcun’altra può essere molto pericoloso.

Non a a caso è l’accessorio prediletto dalle donne per custodire e portare con sé le cose più importanti (e segrete!).

Fonte: Chenoune F., 2005. Carried away: all about bags. New York: Vendome.

Illustrazioni: Cecilia Tosques

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